Prefazione a "Trasversal Amandi"   di giorgio maria bellini

Leggere Trasversal amandi è vivere un momento di liberazione, un raro momento in cui possiamo davvero pensare all’uomo e alla sua identità al di fuori di ogni artificio che maschera la ipocrita finzione dello stare...

Prefazione di Grazia Brunelli

 

Giorgio Maria Bellini  

Trasversal amandi Bonaccorso Editore, Verona 2016, pp. 141, 13,00 €

ISBN 978-88-7440-241-1

 

 

"La poesia di Giorgio Maria Bellini è totem della crisi odierna, apre a significati inaspettati, illuminazioni alle quali non potremo più rinunciare.

Il poeta sa guardare negli occhi la verità, oltre il perbenismo della realtà banale e meschina..."

 

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PREFAZIONE A TRASVERSAL AMANDI
PREFAZIONE di GRAZIA BRUNELLI a TRASVERS
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Prefazione di Grazia Brunelli

GIORGIO MARIA BELLINI

TRASVERSAL AMANDI

 

Leggere Trasversal amandi è vivere un momento di liberazione, un raro momento in cui possiamo davvero pensare all’uomo e alla sua identità al di fuori di ogni artificio che maschera la ipocrita finzione dello stare e le vuote lusinghe dell’abitare nel tempo contingente dell’apparenza, del perbenismo e del denaro che travestono l’essere in una studiata, costante e profonda chimera d’inganno.

La scrittura di Giorgio Maria Bellini è catartica, è un’esperienza che ci porta fuori del tempo fragile per condurci a quella identità forte di chi siamo.

Leggere senza fretta quei versi, riflettere sulla parola del poeta, meditare sul senso delle sue immagini ci ridà noi stessi e la certezza che tutto il resto è provvisorio, calato abusivamente nella consuetudine della nostra vita e creduto falsamente indispensabile e imprescindibile.

Dopo, tutto è differente anche se apparentemente niente cambia; e dopo rinasce una nuova epopea dove ognuno di noi non rinuncia più all’essere il protagonista della propria vita nella consapevolezza dell’effimero e del vuoto, nella riconquista di ogni emozione strappata con forza al piatto vivere, nella conformità del quotidiano alienante e spogliante: ci ostiniamo a chiederci / dove mettere questi vasi vuoti, / ma persistete voi!../ i vostri sguardi non vedranno quei paesaggi remoti / quei vasi oscureranno i confini licenziosi / delle altrui livree.

La poesia di Giorgio Maria Bellini è totem della crisi odierna, apre a significati inaspettati, illuminazioni alle quali non potremo più rinunciare.

Il poeta sa guardare negli occhi la verità, oltre il perbenismo della realtà banale e meschina.

La casa di Anna - questa tua casa che hai voluto lasciarmi./ questa casa l’ho chiamata di Anna, io sono il suo custode.- è il cuore del poeta che pulsa nella solitudine la battaglia della vita. La casa di Anna è il luogo dell’anima, nodo che snoda i segmenti di vita nel ricordo nel sogno nel dolore nella solitudine, nel vuoto del silenzio. È utero primordiale di vita. Anna è l’alter ego del poeta ferito che non cerca più consolazione nel suo percorso di redenzione dove il poeta come fantasmauomo yeti percorre il suo viaggio nella vita e risorge nel tempo del mito sull’auriga a Paistom per trarre auspici / sulle future vittime della modernità. Qui l’entrata in scena del Poeta è epica, l’eroe poeta è distaccato, imperturbabile, ma non indifferente; l’eroe poeta conosce il marciume che franerà sulle future vittime della modernità e ha pietà dell’uomo e da lontano, ma titanico, arriva l’eco della sua parola poetica che intima contro la morte del bene di raccoglie[re] sulle rive dei fiumi le ossa disperse / dei giusti, dei diseredati, degli assetati di giustizia.

Nessuna consolazione d’amore lo disseta, l’acqua scivola dalle mani / la sete rimane. Eppure come guerriero del tempo incrostato di pece sa amare con la furia di Orlando che impazzisce per la sua Angelica e insegue disperato lo stordimento della passione, ma è anche indotto a fuggire in roventi labirinti di commiato quando incontra, in una follia di desiderio della più bella delle divinità elleniche, della dea della bellezza e dell’amore in tutte le sue espressioni di sensualità e di purezza ideale, quando incontra la giovinezza ingannevole perché Afrodite si smaschera nel mostro orrendo Euriale che pietrifica chiunque la guardi e nel Poeta, digiuno di protezione e di difese, resta la malinconia della solitudine.

Il Poeta cammina ferito sulle briglie di vita nella solitudine dell’istante di un cristallo di anidride carbonica che annega nella sua leggenda, volteggia per riemergere, ma subito evapora nell’aria. Il Poeta non è illuso che la forza della parola venga oggi udita, il paniere è carico di polvere e silenzio e il testo è coperto di sabbia. Emblematico il senso di vuoto prima e di impotenza poi, che nasce nel racconto di una vita sepolta nell’inganno privo di speranza.  

Giorgio Maria Bellini in Materia mercantile ci regala un autoritratto la cui fisionomia ci trasporta a quei valori dell’Ottocento - di me si dice che sono di sentimenti ottocenteschi- prima che la barbarie interiore di odierni tempi li avessero svenduti in un unico mercato di omologazione, di avidità e di interesse e svuotati dei più delicati sentimenti dove la tenerezza, ma anche la debolezza e la fragilità, ridanno la nuova dimensione all’uomo: solo tale rinnovata e perseguita ancestrale identità permette all’uomo di divenire consapevole specchio dell’infinito mistero della statura dell’universo. 

Il titolo Trasversal amandi vuole rappresentare il viaggio del Poeta nella vita, in quell’esistenza che ci porta con il gerundio di etimologia latina amandi alle emozioni autentiche non sfilacciate che raccontano; con il troncamento della vocale “e” di trasversal, mette in scena la leggenda dell’uomo in modo trasversale, indagata nei punti degli incontri e degli inganni della condizione esistenziale che nascono nella maglia della rete dell’agire, del pensare, del sentire dell’uomo di fronte alla condanna di ogni prevaricatore di cui nessuno conserverà la memoria, dei corruttori / di quell’umanesimo, di fronte alla consapevolezza di ogni disinganno politico tanto da proferire che la nostra fierezza è gestita da sette nani.

I testi di Trasversal amandi seguono il poeta nelle pagine di vita, segmenti del sentire che danno balsamo e significato alla vita del Poeta stesso che sa scrutare nei limiti della vuota ipocrisia umana, ma il Poeta non ci concede di conoscere l’ordine della scrittura come un diario poetico. Colloca i titoli semplicemente ma sottilmente in ordine alfabetico, come se non volesse scrivere naturalmente la sua quotidianità, ma che fosse il caso a determinare l’ordine delle cose e delle esperienze appunto trasversali della condizione esistenziale. Non è il tempo contingente nella successione sistematica dei fatti a determinare valore all’accaduto, la realtà vive nelle relazioni trasversali ed è solo la parola poetica ad essere il tramite privilegiato per arrivare al quid dell’essere e dell’esistere, forse all’Aldilà.

Come un croupier al tavolo da gioco che mescola le carte e sa di avere in mano tutte le combinazioni possibili e trasversali del rebus della vita umana, il Poeta alla maniera di un oracolo può svelare la rivelazione profetica solo attraverso la parola poetica.

Trasversal amandi ci permette di entrare nel valore della scrittura per Giorgio Maria Bellini, vera e propria dichiarazione di poetica. Il Poeta scruta di riflesso, attraverso la pagina del libro aperto da Anna, lo sguardo di Anna e quando egli scrive: cerco il tuo sguardo nei tuoi libri, ci rivela il principio in cui Anna, la donna amata dal Poeta, rivive con il suo sguardo guardato ancora in modo “trasversale” dallo sguardo del Poeta attraverso le pagine dei libri che hanno occupato il tempo dei suoi studi e le ridanno respiro e gli ridanno respiro. In una comunione di intenti, trasversale è l’hic et nunc che oltrepassa ogni limite spazio-temporale. Il libro ridona la vita ad Anna, una vita dichiaratamente e assolutamente reale. Quello sguardo ci svela il valore taumaturgico della scrittura e della cultura per il Poeta, anche se il dolore della perdita è ancora sanguinante.

Il libro Trasversal amandi è composto da tre parti: Flusso scorsoio e Scintille blu Prussia in poesia e Lettere a Zurigo in prosa. Le due raccolte di poesia presentano gli scritti dal 2015 ad oggi.

Flusso scorsoio raccoglie il viaggio del poeta in cerca delle tracce di quell’umanesimo sepolto dal mercato, venerabile ruminante d’oro al quale il Poeta contrappone l’io lirico con un forte imperativo: infatuatevi del bisbiglio lunare. È un umanesimo declinato nel forte rimpianto del passato e nel sogno illusorio di un riscatto nel presente. L’ossimoro del titolo pone le due parole in apparente contraddizione per esprimere attraverso flusso la volontà di vivere dell’uomo, attraverso scorsoio l’impossibilità per l’uomo di riprendere fiato in una vita che ritorna sempre a colpire il suo cammino. In Radici indomite il poeta lancia un messaggio, ma non è veggente, ma non è vate. Sa condannare ma non sa trovare la risposta, neanche la montaliana “storta sillaba”. Dove tenta una consolazione, sa di mentirsi.

Scintille blu Prussia accoglie nella malinconia della solitudine il volo del poeta con accorciate ali di primavera, ma dove i versi si tingeranno di colore: scriverò per proteggere il fluire dei nostri giorni /d’incredibile blu. La solitudine accompagna il suo respiro di giorno, di notte, nel distacco senza compromessi e accusatorio nei confronti di un destino avverso. Al culmine dell’angoscia il rimpianto affettivo si tinge di rosso nei versi: potessi trafiggere con le spine delle tue rose / i demoni che mi hanno strappato da te e il colore rosso stigma il Poeta nell’ultimo verso della raccolta che dice vorrei ferirmi con le sue spine / in fuga nella leggenda. Rosso che segna il violento strappo della donna amata, di cui rimane come unica presenza il rosso dismesso di un abito. Rosso è il suo testamento forse ma non solo con intenzione volutamente ideologica.

Il colore è presente nei versi di Trasversal amandi e trova le varie tonalità delle emozioni, come i  versi che si tingono ironicamente di viola, verde, rosso geranio, rosa in Minimo giallo; come nella lirica Sul molo che presenta nelle sfumature di giallo…/ l’amore guerriero; ma è anche l’assenza di colore ad esprimere una forte valenza di significato: i colori hanno perduto il fascino della giovinezza…

La scrittura poetica di Trasversal amandi di Giorgio Maria Bellini si costruisce in verso libero, fino ad arrivare a identificare una parola in verso o a costruire nel verso il racconto poetico in una complessa unità sintattica e si rivela nell’utilizzo libero della spaziatura nella riga, tanto da creare nel ritmo poetico ampi e differenti spazi semantici di silenzio, che impongono una lettura lenta e meditativa, quasi profetica, ma anche un costante cambio di ritmo, il cui andamento rafforza i significati e i significanti.

La poesia autorizza ricorrenti salti semantici, veri e propri quadri poetici che sorprendono la lettura creando immagini mai usate e significati nuovi come nell’inverosimile e incredulo volo di corvi mancini di Expo.

La prosa delle Lettere a Zurigo porta alla voce degli affetti pacati e sommessi, quasi formali, alla vita del quotidiano. Nelle affettuose Lettere racconta alla madre del suo impegno sociale e politico; le svela che è sufficientemente contento per ciò che la vita concede. Le confida che scrive poesie con una scioltezza che coinvolge positivamente le azioni e i pensieri. Nella tenera preoccupazione per la sua salute, nella premura alle sue esigenze, quelle righe però svelano un qualcosa di non detto e proprio le parole non scritte rivelano la solitudine del Poeta per la forzata lontananza e quel bisogno non espresso di un innocente e primo abbraccio materno, dove sciogliere per un momento di eternità ogni dolore.

Ma la raccolta assume il suo vero significato proprio nella chiave di lettura già annunciata di Trasversal amandi, perché la lirica Profondo respiro, contenuta in Flusso scorsoio, ci anticipa la nostalgia del Poeta della sua terra d’infanzia, dove pos[e] la visione del vissuto / nel chiarore dei fogli i nascenti versi; vero preludio alle Lettere in cui il respiro dell’infanzia con il suo carattere indomito, i profumi della memoria, lo sguardo sul paesaggio lacustre, il dolore del distacco dai genitori, sono racchiusi incontenibili in un crogiuolo di nostalgia che il Poeta firma con il verso di chiusura: mi attendi Zurigo nell’incontenibile richiamo.

E per chiudere questa riflessione sul libro Trasversal amandi di Giorgio Maria Bellini, mi abbandono alla lettura di Quando le criniere s’immergeranno.

Qui l’auriga di Paistom approda, dopo aver attraversato le emozioni delle parole di Trasversal Amandi e si immerge ora nell’utopia del pulviscolo ancestrale, che pulsa dell’energia di un nuovo umanesimo che apre i cancelli dell’eternità ad una nuova filosofia di vita.

Leggo e rileggo nuovamente i versi che mi portano in uno sconfinato incommensurabile magico blu puntellato nell’infinito spazio di luci che pulsano nella profondità l’eternità, dove anche il Poeta, con un effetto straniante di rara bellezza, guida l’auriga senza posa come eroe vinto, ma non arreso per scrivere, rivolgendosi ad Anna: quando le criniere s’immergeranno nel profumo / di frammenti stellari / io ti seguirò amica immutabile.

Poco importa se il Poeta sa di mentirsi perché sa che è solo l’illusoria speranza che può prendere per mano l’uomo nella sua difficile condizione esistenziale.

Poco importa se il Poeta sa di mentirsi perché sa che è solo il sogno a fargli sostenere il peso del male di vivere.

È proprio questo il senso profondo della poesia di Giorgio Maria Bellini.

Con la sua poesia, Giorgio Maria Bellini custodisce la possibilità per l’uomo di non contaminarsi nella bruttura del silenzio irruente di emozioni e di bellezza e dedica a quell’uomo che si oppone ai mercanti di povertà l’incanto del sogno.

Non resta che unirsi a lui in fuga nella leggenda.

 

                                                                                                                                                                                Grazia Brunelli